staff tatuatori.com: Quando hai incominciato ad interessarti a questa forma d’arte ?
Fin da bambino il disegno e l’arte sono sempre state le mie passioni. A 15 anni ho conosciuto una persona che mi ha fatto amare questa forma di espressione, da quell’età infatti ho cominciato ad eseguire i primi tatuaggi.
staff tatuatori.com: Come definiresti il tuo stile e come fanno a convivere il realismo e quello che invece definisci “Personal Vision” ?
Reputo il tatuaggio un vero e proprio ramo della pittura ed eseguo solamente tatuaggi che sento appartenere alla mia cultura artistica. Ad oggi mi occupo esclusivamente di due stili visivamente differenti ma che in realtà si compenetrano e sono uno l’evoluzione dell’altro: il realismo e una forma di surrealismo che ho definito “Personal Vision”. Trovo che il realismo sia in ogni caso la base di partenza di ogni artista. Fino a quando non si raggiunge un alto livello di percezione dei dettagli che la perfezione della realtà ci offre, non si può pensare di fare il passo successivo che è quello di reinterpretare la realtà stessa a proprio piacimento. Amo il realismo perché è mirato a un continuo perfezionamento nell’esame e nella riproduzione dei dettagli, della luce, della profondità e dei colori. E’una continua prova e sempre una sfida. Lo studio della realtà e del particolare contribuiscono alla realizzazione di “Personal Vision” che è invece mirato a una visione pittorica del tatuaggio, cioè una libera interpretazione assolutamente personale (quindi non legata a simbologie o icone comuni) di ciò che una persona vuole raccontare con il proprio tatuaggio, dandogli un valore unico. Ciò che intendo dire è che ogni tatuaggio che realizzo in questo stile racconta dei sentimenti, delle storie e delle emozioni dettate da chi lo porta. Non è qualcosa di diretto perché i soggetti elaborati nel mio stile personale sono privi di caratteristiche e di lineamenti distintivi, ma elaborando e sintetizzando la realtà si possono esprimere le stesse sensazioni ed emomzioni tramite posture ed atteggiamenti significativi dei soggetti. Il tatuaggio è estremamente affascinante proprio perché è una vera forma artistica come lo è la pittura, e, proprio come la pittura, dovrebbe potersi esprimere a 360 gradi. Credo che ciò che ancora un po’manca al tatuaggio è proprio la libertà di svincolarsi da quelle icone, quegli stili e quei soggetti che da anni lo caratterizzano e che non sempre appartengono alla cultura di chi li esegue.
staff tatuatori.com: Qual è stata l'esperienza più appagante della tua professione ?
Ogni giorno la riconoscenza del cliente mi appaga. Mi spiego meglio: entrambi gli stili che eseguo sono molto sentiti emotivamente dal cliente. Riprodurre una foto di una persona cara a tal punto da volerla per sempre addosso suscita forti emozioni ed io, come chiunque ami questo genere, le percepisco. Nel personal vision il cliente si apre completamente a me, raccontandomi la propria storia perché io elabori le parole in disegno, per esprimere qualcosa di molto personale. Si tratta di veri e propri custom-works creati basandosi su storie importanti e mi sento molto appagato ad essere il custostode ed il creatore di qualcosa di così significativo ed intimo.
staff tatuatori.com: Qual è stata la più grande difficoltà che hai dovuto affrontare per diventare tatuatore ?
La fase iniziale. Quando volevo imparare nessun tatuatore è stato disposto ad insegnarmi qualcosa. La regola era “se vuoi imparare ti fai tatuare”, per quanto le tecniche fossero dozzinali rispetto ad ora, ognuno era molto geloso dei propri segreti. Così la mia crescita è stata da autodidatta basata sull’esperienza sul mio corpo e su quello di chi era a conoscenza della mia inesperienza.
staff tatuatori.com: Cosa diresti ad una persona che vuole farsi il suo primo tatuaggio?
Di non avere fretta, di visitare molti studi (di persona o via internet) per visionare e confrontare i lavori degli artisti analizzandone le caratteristiche tecniche ed artistiche. Questo per essere certi che il risultato finale sia ben eseguito e con uno stile che si possa distinguere.
staff tatuatori.com: Un consiglio a chi invece vuole intraprendere la tua professione ?
Oggi i tempi e i modi sono decisamente cambiati rispetto a quando ho iniziato io, e chi come me ha la macchinetta in mano da dieci o quindici anni sa cosa intendo! Ora il panorama è ben più selettivo e, anche se è più facile reperire i materiali di qualità, resta il fatto che non sono più concessi errori (o almeno così dovrebbe essere). Sembra scontato ma la cosa fondamentale che sta alla base di questo lavoro è il disegno. Perciò il mio consiglio è quello di disegnare tanto e soprattutto capire se si ha questa attitudine. Credo che questo sia il primo passo di fondamentale importanza. Rendersi conto inoltre che tatuare è una grossa responsabilità e che quindi è indispensabile non tralasciare niente. E’ bene fare l’apprendista presso uno studio referenziato per imparare la tecnica e le regole igeniche prima di avventurarsi nell’aprire un proprio studio. Consiglio di non sentirsi mai arrivati e di essere umili, coscienti ed obbiettivi riguardo le proprie capacità.
staff tatuatori.com: Che progetti hai per il 2007?
Ho in programma alcune convention tra cui Francoforte in aprile e la fantastica convention di Roma a maggio, a Evian in settembre ecc... Credo inoltre di fare un mini-tour lavorando in giro per l’Italia presso alcuni studi a me cari come lo studio “Da Cosa Nasce Cosa” di Piacenza e lo studio “Core Latino” di Roma, ed altri ancora. Aspetto l’uscita di un libro che verrà pubblicato inizialmente in Danimarca e conseguentemente in altri paesi d’ Europa contenente artisti di fama mondiale nel quale ci sarà una parte dedicata al mio stile. Grazie mille per lo spazio che mi avete dedicato e complimenti per l’impegno ed i risultati del sito a tutto lo staff.
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