| INTERVISTANDO... Alex De Pase (ALEX TATTOO STUDIO) |
Inserito il 19/09/2005-0.07.31 SHANE54: Qual è stato il tuo primo approccio con il mondo del tatuaggio e quando hai capito che poteva essere il tuo lavoro. ALEX: Il mio primo approccio con il tatuaggio è stato all’età di 15 anni. Non avrei mai pensato all’epoca che potesse diventare il mio lavoro… ma da quel momento non ho mai smesso di tatuare. Ho costruito le mie prime rudimentali “macchinette” con un rasoio elettrico da barba, e prima ancora a mano (utilizzando i tubi delle penne bic!!). Di lì in poi mi sono evoluto dedicandomi allo studio del disegno e al perfezionamento delle tecniche, cosa che- da autodidatta- si è rivelata una lunga strada. Tale percorso formativo si è svolto in ambito nazionale, in Europa ed in America. Quando ho visto che le richieste erano molte fin da subito e che occupavo così tutto il mio tempo libero, ho capito che forse potevo aprire lo studio, tra i mille dubbi che tutti mi mettevano…ma la mia convinzione mi ha portato a prendere la strada giusta! Prossimamente c’è anche in progetto di aprire uno studio a Udine… SHANE54: Parlaci del tuo studio e del tuo lavoro di tatuatore. ALEX: Dopo diversi anni di preparazione, ho aperto lo studio a Grado nel 1997, era un piccolo studio. Da un’anno e pochi mesi ho cambiato locazione ed ho aperto uno studio molto più grande che ha un impatto piuttosto forte rispetto a quello precedente! Lo studio si compone di tre laboratori, due dei quali adibiti al tatuaggio ed uno al body-piercing. Dedico molto tempo al colloquio con il cliente per capire esattamente cosa vuole trasmettere con il suo tattoo e disegno quasi esclusivamente i soggetti direttamente sul corpo. Non utilizzo praticamente mai cataloghi, né riproduco più di una volta lo stesso tattoo. Do massima importanza alla disinfezione di tutti gli ambienti e le aree di lavoro, e tutti gli strumenti utilizzati sono sterilizzati mediante le tecniche e le strumentazioni più avanzate. L’idoneità igienico-sanitaria è stata garantita dall’U.S.L. di Gorizia. La cosa che posso dire del mio lavoro… è quello che desidero fare. Sembra scontato ma è una grande fortuna quella di avere la possibilità di fare ogni giorno della mia passione un lavoro. Inoltre mi permette di viaggiare molto e di lavorare come ospite in molti studi esteri, di conoscere culture differenti, stili e modi di lavorare diversi dai nostri. SHANE54: La cultura del tatuaggio ha influenzato amici e parenti oppure appassiona solo te e i tuoi collaboratori. ALEX: Diciamo che il tatuaggio, quando ho cominciato, non era molto ben visto; c’erano molti pregiudizi e le persone ti guardavano con curiosità ed un pizzico di diffidenza. Da un po’ di anni a questa parte il tatuaggio sta appassionando sempre più persone, ed ho modo di vedere che questa passione appartiene praticamente a tutti, anche a quelle stesse persone che fino qualche tempo fa si sarebbero inibite davanti agli sguardi degli altri. Quando ho iniziato a tatuare molti amici hanno provato insieme a me ad intraprendere questo tipo di professione, ma poi si sono accorti che non faceva per loro ed hanno abbandonato. Quasi tutti i miei amici si sono fatti almeno un tatuaggio e la mia ragazza Camilla, che non si era mai avvicinata al tatuaggio, si è appassionata da subito, infatti mi affianca sempre e mi aiuta a sviluppare tutti i progetti che mi vengono in testa giorno per giorno! SHANE54: Nel mondo esistono culture, religioni, lingue diverse. Anche il tatuaggio presente in tutte le parti del mondo, assume stili, forme, significati diversi. Molti tatuatori prediligono uno stile preciso (giapponese, classico, figurativo ecc), ho ne hanno sviluppato uno proprio. Come ti poni rispetto a queste due filosofie. ALEX: Personalmente sento alcuni stili di tatuaggio molto lontani dalla mia, ed in generale dalla nostra cultura. Nati come dei rituali, simbologie e motivazioni molto differenti da quelle che possiamo avere noi oggi qui, trovo che troppo spesso si vada a violare quelle che sono le tradizioni di altri popoli. Non generalizzo, ma spesso capita di tatuare soggetti appartenenti ad uno stile nato in un mondo diverso, solo per “tendenza”. Apprezzo comunque questi lavori sul piano artistico ma preferisco identificarmi in un mio stile. Prediligo raffigurare volti, ricerca di espressioni, il disegno come proiezione della realtà, a volte distorcendola con colori e forme. SHANE54: Abbiamo proposto un sondaggio nel nostro portale chiedeva: “Credi ancora che il tatuaggio sia motivo di pregiudizio”. Qual è la tua opinione. ALEX: Non credo che il tatuaggio sia più un motivo di pregiudizio. Se in alcuni casi lo diventa è solo una questione di ignoranza SHANE54: La cultura del tatuaggio in Italia rispetto a paesi esteri come Inghilterra o america è un po’ differente. Esiste ancora bigottismo e non ci siamo del tutto emancipati. Banchieri a Londra sfoggiano tatuaggi e capelli colorati, impensabile in una banca italiana. Pensi che ciò potrà cambiare. ALEX: Non solo sul tatuaggio si differenzia la cultura Italiana rispetto ad altri paesi. In molti posti la mentalità comune è molto più aperta riguardo a molte cose, o meglio: differente. Anche all’interno dell’Italia stessa ci sono grandi città dove ognuno si sente libero da vincoli di soggezione, lontano da modi di pensare tradizionali, che alcuni paesi più piccoli mantengono ancora. Come tutte le cose, penso che piano piano cambierà con un corso naturale. Se una persona vuole tatuarsi non penso dipenda più dall’impiego che ha o dal ceto sociale a cui appartiene, fatte alcune eccezioni. Infatti, la rigidità di alcuni ambienti di lavoro ha canoni di immagine e di serietà differenti da quelli che possiamo concepire noi, e non sempre permette di esibire grossi tatuaggi in parti molto evidenti- ma sotto la camicia si possono “nascondere” molte cose…Il valore della persona non si misura, a mio parere, con questi canoni. SHANE54: A questo punto non mi rimane che chiederti cosa ne pensi del nostro portale e in generale sull’informazione che gira attorno al mondo dei tatuaggi (giornali, riviste, internet) sono sufficienti. Un saluto e Buon Lavoro ALEX: Il portale mi piace, è ben articolato. Più centri di interesse si creano intorno al tatuaggio, meglio è per lo sviluppo di quest’ultimo- e fortunatamente- vedo che le iniziative sono sempre di più. Purtroppo si individuano ancora alcuni articoli su giornali o riviste non specializzate, costruiti da persone non competenti in materia, che etichettano tatuatori e piercer alla stregua di untori che diffondono gravi malattie infettive (senza sapere che gli studi rispettano norme ad un livello pari a quello ospedaliero). In generale, però, l’informazione è sempre più corretta. Un saluto ed un ringraziamento a tutti. |